Migliorie “green”: il nuovo decreto e come guadagnare punti in fase di gara negli interventi di fissaggio

Migliorie “green”: il nuovo decreto e come guadagnare punti in fase di gara negli interventi di fissaggio

Il 6 novembre è stato pubblicato il Decreto Ministeriale 11 ottobre 2017 anche noto come Decreto CAM per l’edilizia, che definisce i Criteri Ambientali Minimi (per l’appunto “CAM”) per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici.
Il testo, già in vigore, definisce i criteri che dovranno costituire parte integrante del disciplinare tecnico elaborato dalla stazione appaltante (per qualsiasi importo e per l’intero valore delle gare), in modo da indirizzare la successiva progettazione ed esecuzione negli appalti pubblici con affidamento con offerta economicamente più vantaggiosa.

Questi criteri, cosiddetti “premianti”, si traducono in specifiche tecniche nei capitolati di appalto, e sono classificati in 4 categorie:

  • Specifiche tecniche per gruppi di edifici, inerente alla conservazione dell’habitat, della sistemazione dell’aree a verde, della riduzione dell’impatto ambientale e della riduzione del consumo e conservazione del suolo;
  • Specifiche tecniche dell’edificio, con particolare attenzione al contenimento energetico, alla riduzione dei consumi e al comfort degli occupanti;
  • Specifiche tecniche dei componenti edilizi, con un chiaro orientamento a l’utilizzo di materiali eco sostenibili, recuperati o riciclati e a loro volta recuperabili e riciclabili (fino al 50% del peso totale dei componenti edilizi e prefabbricati utilizzati, ad esclusione degli impianti);
  • Specifiche tecniche del cantiere, in merito alle operazioni di demolizione, rimozione del materiale e riduzione delle polveri e delle vibrazioni.

In merito alle Specifiche tecniche del cantiere, negli interventi in cui sono previsti interventi di fissaggio su calcestruzzo, è possibile specificare dei sistemi in grado di ridurre sensibilmente il quantitativo di polvere in fase di perforazione e rispondere quindi ai criteri previsti dalla normativa, ed ottenere un maggior punteggio in fase di gara grazie a questa miglioria.

Sistemi di aspirazione automatica delle polveri in fase di perforazione.
Ogni installazione tradizionale di ancorante post-installato (meccanico o chimico) avviene previa realizzazione di un foro nel materiale base e la successiva pulizia (a meno di specifici sistemi che non richiedono la pulizia del foro, come il sistema di ancoraggio chimico a controllo di coppia HIT-Z).
La procedura di perforazione comporta la realizzazione di detriti di varie dimensioni, mentre la pulizia causa una dispersione delle polveri nell’ambiente di lavoro.
Oltre all’impatto ambientale, la dispersione delle polveri rappresenta un chiaro rischio per la salute (riduzione della salubrità dell’aria) e per la sicurezza (riduzione della visibilità) degli operatori. Nella foto a seguire, la polvere dispersa durante la pulizia del foro mediante aria compressa.

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Al fine di ridurre quasi totalmente la dispersione delle polveri, è possibile specificare l’utilizzo di sistemi di pulizia automatica del foro tipo SAFESET. Questa tecnologia consente l’aspirazione dei detriti nella fase stessa di perforazione, mediante l’utilizzo di una punta cava (foto di seguito) collegata ad un aspiratore.

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Grazie all’utilizzo di questo sistema, non è necessaria la successiva spazzolatura e soffiatura mediante aria compressa, riducendo al minimo i detriti generati dalla lavorazione.

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Per scoprire di più sul sistema SAFESET, visita la sezione dedicata nel nostro sito. Per conoscere ulteriori benefici di questo sistema per la velocizzazione delle fasi di cantiere, leggi il relativo articolo

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